Tra i protagonisti più brillanti della nuova generazione scacchistica mondiale, Andrey Esipenko è considerato uno dei talenti più solidi e promettenti del panorama internazionale. Ha conquistato il titolo di Grande Maestro nell’aprile 2018, a soli 16 anni, entrando giovanissimo nell’élite mondiale. Negli anni successivi si è affermato stabilmente tra i migliori giovani al mondo: nel marzo 2021 ha raggiunto il secondo posto nella classifica mondiale Under 20, preceduto soltanto dall’iraniano Alireza Firouzja. Oggi è tra i protagonisti del Torneo dei Candidati. Lo abbiamo incontrato per parlare di ambizioni, preparazione mentale e del suo legame speciale con l’Italia.
Andrey, qual è la sua principale ambizione professionale per quest’anno?
Dato che partecipo al Torneo dei Candidati, naturalmente mi piacerebbe vincerlo. Questo è il mio obiettivo principale.
So che lei ha un rapporto speciale con l’Italia. È davvero così?
Sì, mi è sempre piaciuta molto l’Italia. Amo la cucina italiana e, in generale, tutto ciò che è legato all’Italia mi suscita emozioni positive.
Ci sono luoghi che ricorda con particolare piacere?
Ricordo il Lago di Como, che mi è piaciuto moltissimo. E naturalmente anche Roma e Venezia.
Rappresento l’Umbria, in particolare la città di Spoleto. Nel nostro club studiamo con grande passione le partite dei grandi maestri russi, che per noi sono un punto di riferimento. Faccio parte dello staff come coach ufficiale del club e proprio per questo le chiedo: come riesce a mantenere calma e concentrazione durante la partita?
Cerco di concentrarmi non su pensieri lontani dagli scacchi, ma esclusivamente sulle mosse e sulla posizione. Se riesco a farlo bene, la tensione sparisce automaticamente. L’agitazione spesso c’è prima della partita, quando ancora non puoi concentrarti sulla posizione. Ma quando la partita inizia, l’attenzione è tutta sul gioco e non c’è più spazio per le preoccupazioni.
Dopo il turno ha dei rituali particolari? Come trascorre le sue serate durante il torneo?
Negli ultimi mesi mi sono appassionato molto al padel. Gioco spesso, anche uno contro uno. Mi piace molto. A volte guardo partite di calcio la sera. In generale, dopo la partita cerco di non preparare subito il turno successivo, ma di rilassarmi: riposare, fare una passeggiata. Se il giorno dopo c’è un doppio turno, preferisco andare a dormire presto.
L’alimentazione influisce molto sul rendimento. Segue regole precise durante i tornei?
Non direi regole rigidissime, ma cerco di fare attenzione. Non bisogna mangiare troppo prima della partita, ma nemmeno troppo poco. Serve equilibrio. Preferisco pesce, verdure e frutta.
Durante partite molto lunghe mi aiutano noci, banana o un po’ di cioccolato per ricaricare energia. Qui le partite sono più brevi e si sente meno il bisogno di integrare.
Quindi è prudente con i carboidrati?
Sì, perché possono dare energia all’inizio, ma poi provocare un calo. Anche se amo la pasta e il risotto, durante il torneo bisogna fare attenzione.
Ha uno scacchista italiano che la ispira particolarmente?
Se consideriamo italiano Fabiano Caruana, allora sicuramente lui.
E in generale, quali sono i giocatori che ammira di più?
Non ho un unico preferito, ma ammiro molti grandi campioni. Per esempio Magnus Carlsen e Anatoly Karpov. Sono giocatori straordinari.
Intervista da Mosca a cura di:
Elena Stepanova
Inviata speciale ASD #Chess4Life
