Danila Pavlov: “Ho ritrovato la fame di vittorie”

Danila Pavlov (Volgograd, 2002) è uno dei massimi specialisti al mondo nella soluzione di composizioni scacchistiche, disciplina riconosciuta a livello internazionale dalla WFCC (World Federation for Chess Composition), organismo affiliato alla FIDE che coordina le competizioni ufficiali e il ranking mondiale dei solutori. Tre volte campione del mondo individuale, Pavlov guida attualmente la classifica internazionale ed è membro della commissione per la composizione scacchistica della Federazione Scacchistica Russa, dove si occupa anche di sviluppo e promozione di questa disciplina a livello organizzativo.

Danila, grazie per aver accettato questa intervista. In Italia le composizioni scacchistiche sono ancora poco conosciute: come le spiegheresti a chi non ne ha mai sentito parlare?

In termini semplici, si tratta di problemi di scacchi da risolvere. Viene data una posizione sulla scacchiera e un obiettivo preciso: trovare una soluzione in un determinato numero di mosse. È una disciplina che unisce logica, creatività e velocità di calcolo — un po’ come un test strategico. Negli ultimi anni sta guadagnando popolarità in tutto il mondo e in alcuni Paesi è ormai considerata alla pari degli scacchi classici, rapid e blitz.

Come è iniziato il tuo percorso in questo ambito?

Come molti, ho iniziato con gli scacchi tradizionali e continuo a giocare nei tornei.
Curiosamente, all’inizio non ero affatto interessato alle composizioni: quando mi proposero di provarci, rifiutai. Poi il mio allenatore insistette e, col tempo, arrivarono le prime vittorie. Da quel momento è cambiato tutto: la motivazione cresce quando inizi a vedere i risultati.

Oggi gli scacchi sono la tua attività principale?

Sì, anche se cerco di avere una formazione più ampia. Ho studiato management e oggi collaboro con la commissione per la composizione scacchistica della Federazione, occupandomi anche di aspetti organizzativi. Tuttavia, per i prossimi anni mi considero sopratutto un atleta.

Arrivo da Spoleto, in Umbria, e rappresento #Chess4Life — un club che presta grande attenzione agli aspetti psicologici del gioco. Cosa aiuta un professionista come te a gestire pressione e stress?

Dopo tanti anni di competizioni, molte cose diventano automatiche. Ma se devo indicare un elemento fondamentale, direi il sonno: riposare bene è essenziale per mantenere lucidità e stabilità emotiva. Poi bisogna accettare che si tratta di sport: si vince e si perde. L’importante è analizzare ogni torneo e capire su cosa lavorare.

Hai mai lavorato con uno psicologo sportivo?

Non in modo formale, anche se ho attraversato un periodo difficile. Dopo aver vinto il mio terzo titolo mondiale consecutivo, mi sono trovato a chiedermi quale fosse il passo successivo. Avevo realizzato il mio sogno — più di una volta — e non sapevo più dove trovare la motivazione. Mi sono preso una pausa, ho riflettuto a lungo e, grazie anche al supporto della mia famiglia, ho ritrovato una nuova prospettiva. Oggi posso dire di aver ritrovato la fame di vittorie.

Cosa ti motiva adesso?

Il fatto di essere rimasto lontano per due anni da alcune competizioni internazionali mi ha dato nuovi stimoli. Quest’anno ho già vinto due tornei e il mio obiettivo è chiaro: tornare a competere ai massimi livelli e riconquistare il titolo mondiale.

Hai uno scacchista italiano che ammiri?

Fabiano Caruana. Apprezzo molto il suo stile e seguirò con interesse i suoi prossimi impegni internazionali.

Ti piace l’Italia?

Ci sono stato una volta per partecipare a un torneo a Bolzano e, anche se il soggiorno è stato breve, ho conservato un ricordo estremamente positivo del Paese. Mi piacerebbe tornare con più tempo per scoprire anche altre città — magari Venezia, che trovo affascinante. L’Italia mi ha colpito per l’atmosfera, la cultura e naturalmente per la cucina. Spero davvero di avere presto l’occasione di tornarci, non solo per competere, ma anche per conoscere meglio il Paese.

Intervista da Mosca a cura di:
Elena Stepanova
Inviata speciale ASD #Chess4Life

Danila Pavlov: “Ho ritrovato la fame di vittorie”
Torna su